Accessori per l'homebrewing che non hanno mai migliorato le nostre produzioni, ma che ci hanno fatto stare bene. Questione di priorità messe nell'ordine sbagliato.

Tutto ciò che è INUTILE in ambito homebrewing ce l’ho, ve lo posso garantire, ma prima di sorridere dovreste farvi un esame di coscienza!

La scimmia quando sale, sale. Punto.

A chi non è mai capitato di scrollare “mercatino Homebrewing” tornando indietro nel tempo fino ad arrivare agli annunci postati dai sumeri? Chi di voi non ha attivato le notifiche per la stessa pagina?

Ultimamente devo dire che sono discretamente guarito dallo shopping compulsivo di attrezzature, ma nel frattempo la lista di oggetti comprati, usati un paio di volte e lasciati poi sullo scaffale è diventata abbastanza consistente.

In rigoroso ordine cronologico questi meritano una menzione speciale in considerazione della loro rilevanza in termini di costo/utilizzo/utilità:

  • Imbottigliatrice Enolmatic;
  • Capsulatrice (da banco);
  • Fastferment 30L;
  • Hop bomb;
  • Pala per wirpool;
  • Trub stopper;
  • Minikeg.

Imbottigliatrice

Comprata all’inizio quando le cotte erano da 60 litri e mi risultava alquanto scomodo mettere il fermentatore pieno “più in alto” per usare l’asta. A fine giornata sembrava di essere stati in un cantiere e sentivi ancora la pompa nel cervello. L’ossidazione??? All’epoca non sapevo nè cosa fosse nè che colore/sapore avesse (la foto sotto ne è la prova).

Diversi utilizzi / prezzo 110€ usata.

Capsulatrice da banco

Capsulatrice da banco… ripeto capsulatrice da banco. Resistenza da chissà quanti milakilowatt e qualunque normativa sulla sicurezza sul lavoro pericolosamente rasentata. Direi di passare oltre. È già tanto se ho ancora le mani intatte e nessun segno di ustione sul corpo.

Utilizzi 2 / costo 90 € + 150 capsule in pvc ancora imbustate.

Assolutamente inutile a livello casalingo. Se “capsuli” si presuppone tu metta prima un’etichetta, ma l’homebrewer medio smette di stamparle già dopo 3 cotte.

Fastferment 30 litri

All’epoca mi parve una rivoluzione, una svolta epocale: il troncoconico in pet alimentare, che costava un quinto di quello in acciaio, avrebbe dato (magicamente?) alle mie produzioni quel quid che mancava. Mi sbagliavo. E dire che quando postai le foto su facebook qualcuno mi fece subito notare che forse sarebbe stato “un po’ sprecato” se non addirittura inutile ai fini pratici. Aveva ragione. Troppo difficile da pulire, altrettanto scomodo da manovrare e mettere in frigo viste le dimensioni, discretamente instabile e per finire capacità 30l. Le cotte fermentate dentro di lui, poi, per un motivo o l’altro finirono TUTTE nel lavandino. Una volta ad esempio spurgai il lievito e il blow off risucchiò la soluzione di acqua e sanificante nella bottiglia riportandomi alla mente certi principi di fisica studiati al liceo. Fortuna riuscii a svenderlo (in tempo record) sul mercatino precisando nell’annuncio che sarebbe stato disponibile solo per il ritiro a mano tanto era l’odio che provavo per lui (non avrei perso tempo nemmeno a fare il pacco).

Utilizzi 6 / prezzo 130€.

Ettometri di teflon sprecati per non avere alcun valore aggiunto rispetto ad un tradizionale secchio: l’s05 a15 gradi ha continuato a dare birre pulite, l’us04 a rifermentarmi in bottiglia, il be134 a mangiare pure le guarnizioni, l’s33 a puzzare di zolfo all’inizio. Tra l’altro a mio avviso per i batch da 23 litri propri di un homebrewer non ha nemmeno troppo senso mettersi a recuperare eventuali lieviti (liquidi) visti i rischi che comporta.

Hop bomb

Doveva essere la soluzione per le birre luppolate. Tralasciando il non averne mai fatte poi così tante, la prima (ed unica) volta che lo utilizzai semplicemente non considerai che i pellet si sarebbero “espansi” una volta nella birra. Risultato: c’era una palla di luppolo dura come una da baseball e quello al centro non era nemmeno bagnato. Mai più usato.

Utilizzi 1 / prezzo non ricordo.

Non so se abbia mai portato benefici a qualcuno (sempre che qualcun altro l’abbia mai comprato): di certo riduce il livello di utilizzo del luppolo (che resta “compresso”) i cui residui in sospensione possono essere certamente puliti con un buon cold crash.

Pala per whirlpool

Ottima, se fai boil almeno nella pentola da 60 litri; in quella da 35 con 25l finali (ancor di più oggi con 15) è leggermente fuori misura…

Mi ricordava l’alabarda spaziale di Goldrake. Forse per questo la presi.

Utilizzi 2 / prezzo 40€.

L’olio di gomito è una valida ed economica alternativa.

Trub Stopper

Ricordo ancora il giorno in cui lo comprai. Era proprio una di quelle volte in cui a furia di scollare ero tornato sul mercatino a 6 mesi prima. Con lui in realtà sto provando a fare pace, a trovare un accordo, ma non ci riesco. Sarò incapace, ma ci sono due problemi: 1) il filtro che va sempre via durante il whirlpool 2) quel bordo di silicone poggiato sul fondo bollente della pentola proprio non mi piace.

Utilizzi 3 / prezzo non ricordo.

Tra tutti è quello che potrebbe davvero funzionare. Utilizzato al meglio aumenterebbe l’efficienza del processo produttivo diminuendo le perdite finali, mi basterebbe solo riuscire ad incastrare il filtro per bene e a ritenere conveniente guadagnare quel litro in più accettando sempre il silicone poggiato sulla pentola bollente in un liquido a 100 gradi.

Dulcis in fundo i MINI KEG

E qui vi voglio… (tutti!). Credo che questi abbiano colpito e affondato molti di noi. L’accessorio è abbastanza discusso ed è stato recentemente oggetto di mio dibattito con alcuni utenti della rete sotto un post di Homebrewing diary. Anche con loro, per quanto mi riguarda, l’amore è durato poco, giusto il tempo di comprare 10 keg da 3 litri, 5 da 5 litri, 2 spillatori per il fustino, tutto il necessario per infustare e smezzare dentro di loro un paio di batch. Al netto delle questioni attinenti alle perdite di gasatura su cui si è già scritto abbastanza sui forum, quello che più di tutto mi ha portato al loro immediato abbandono è il fatto che se da un punto di vista puramente teorico sarebbero “riutilizzabili” attraverso una procedura di sanificazione, in pratica non rimetterei mai la birra dentro qualcosa che non “vedo” sprecando pure co2 per la pulizia. Tra l’altro quest’ultima sarebbe opportuno farla subito dopo aver consumato la birra.

Utilizzi 2 / costo elevato.

Di certo la birra spillata non ha mai dato segni di ossidazione, ma ritengo molto più comodi e funzionali i keg in acciaio. Spendi di più una volta ma di fatto sono eterni, di SICURO più igienici (ipotizzando un uso ripetuto) oltre che affidabili. Gli ultimi rimasti sono ancora lì dove li vedete.

Il punto è capire l’ordine giusto delle priorità

Serviva tutta questa roba? Evidentemente no. Ma altrettanto evidentemente mi è piaciuto (e ci piace) così e va bene uguale! Alla fine a noi gratifica giocare al birrificio e tutta questa attrezzatura, tutti questi pagamenti con paypall ci fanno stare bene, ci fanno divertire. Credo che (a spanne) il 99% degli homebrewers abbia dilapidato gran parte del proprio tempo e delle proprie risorse alla ricerca del gadget più bello prima di comprendere che in realtà servirebbe solo quello “giusto”.

Una volta mi sono imbattuto su un forum in una conversazione avviata da un HB, “in procinto di passare all’all grain dopo un paio di kit“. Chiedeva consigli su quale tra 2 AIO top di gamma comprare. Domandai se avesse già una camera di fermentazione. La risposta fu: “No, non ci ho ancora pensato“.

Perfetto, tutto nella norma! Come volevasi dimostrare: è tutta una questione di priorità, serve solo tempo per capire quali sia l’ordine esatto di queste ultime.

Personalmente ricordo ancora il giorno in cui realizzai l’inutilità (anzi l’inopportunità) di tutto quello che stavo comprando. Avevo provato delle fantastiche produzioni di un amico che brassava sul fornello di casa con una pentola, in biab con la sacca, un termometro a mercurio, il secchio di plastica col gorgogliatore quello curvo, un frigo dismesso, l’asta per imbottigliare e la rifermentazione in bottiglia (solo da poco ha preso l’AIO, ma continua a rifermentare). Tutto l’inox e tutti gli accessori a mia disposizione rivelarono magicamente la loro futilità.

In fondo è un hobby..

Come consolarci? L’homebrewing è un hobby e come ho detto spesso al pari della “pesca” o del “running” quello che conta è divertirsi e se vuoi farlo con la canna o con le scarpe primo prezzo comprate da decathlon o con il top di gamma in carbonio o super ammortizzate sta a te deciderlo: le tue birre pessime continueranno ad essere pessime, le tue buone produzioni continueranno ad essere buone.

Tu però avrai passato una giornata fantastica… so, relax and have an homebrew!

se ti piace condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *