Credevo fosse una luppolata

L’incontro con questo stile è avvenuto per caso diversi anni fa in un modo che a raccontarlo oggi fa sorridere. Ancora all’oscuro della profondità del bjcp, ero in un pub a Firenze e dovevo scegliere da bere. Le luppolate spacca-papille-gustative primeggiavano ancora sulle tap list e aspettandomi di trovare nel bicchiere una bella “novità americana” chiesi una birra che alla colonna stile indicava “CALIFRONIA COMMON”. Detto fatto, il publican mi passa la pinta.

Dopo qualche annusata e qualche sorso di smarrimento non potei far altro che googolare birrificio e nome birra (visto il tempo passato non ricordo più quale fosse): capii subito perché non avrei mai potuto trovare gli agrumi, i frutti della passione e i fiori che cercavo. Superato il momento di smarrimento, mi restò una bevuta davvero molto piacevole, ma ordinai comunque anche una IPA.

Da allora nè sentii più parlare dello stile (se non scorrendo le classifica di qualche concorso), nè tanto meno l’ho rivisto su qualche tap list.

La tempesta perfetta

Un bel giorno, però, ricompare da coprotagonista in una puntata di mashout podcast con tanto di dettaglio su storia, ricetta e soprattutto sull’utilizzo del lievito (cosa non usuale). Poco dopo viene inserito tra gli stili ammessi all’edizione ’23 del Lost & Found.

C’erano quindi gli elementi per cotta perfetta: una birra da replicare, una ricetta dettagliata e un concorso per farla valutare. C’erano poi anche le immancabili bustine di W34/70 comprate per la pils che non avrei mai fatto. Fu così che con un po’ di ricerche i grani finirono in pentola insieme all’errore più banale che si possa fare a livello HB: produrre uno stile senza averlo (praticamente) mai bevuto.

Ricetta

La ricetta che preparai era diversa da quella ascoltata. L’interpretazione di East-Side mi sembrava un esercizio di stile che può tranquillamente concedersi un birraio, ma non un homebrewer quando porta una birra in concorso e rischia di vedere la sua produzione valutata da un giudice che applica alla lettera il bjcp.

Il grist mi sembrava un pò troppo “chiaro” rispetto a quello che avevo capito (c’erano le foto sulla pagina FB) e comunque ho immaginato l’apporto caramellato del crystal più attinente allo stile rispetto all’amber utilizzato da Landolfi.

Il luppolo non avrebbe potuto che essere il northen, il lievito il 34/70 sebbene siamo di fronte ad uno dei rari casi in cui esista un ceppo specifico secco (il mangrove!).

Questa la ricetta

maris otter 87%
crystal 150 7%
crystal 50 6%
ammostamento 66° per 60′ – 78° per 15′
northen brewer 27 ibu 60′ – northen brewer 7 ibu 15′ – northen brewer (15gr) 0 ibu 0′
lievito w 34/70 18°
IBU 34 BU/GU 0.7

Il brewday filò liscio e altrettanto fece la fermentazione sebbene si chiuse con quel paio di soliti punti in più di fg rispetto al previsto.

Non mi sembrava poi tanto male male e la spedii come programmato Lost & Found.

In realtà avrei dovuto mandare una grodzieskie, ma avendo fallato clamorosamente i tempi della cotta feci partire questa più giovane sebbene avvertissi delle sbavature e anche se in realtà un pò il colore, un pò la leggera nota fruttata, un pò il caramello mi ricordavano a tratti una bitter (cosa che guardano il grist, ma soprattutto riascoltando il podcast dopo aver ricevuto le schede, non era poi del tutto campata in aria). La quota di iscrizione era però pagata e un giudizio mi avrebbe aiutato a correggere il tiro a prescindere.

Giudizio

La birra totalizzò un 34.5 (nel complesso accettabile per una birra al primo tentativo) che però non era il risultato di un 35 e un 33, bensì di un generoso 37 e di un severo 32 di cui riporto il giudizio.

Aroma: intensità medio bassa, note balsamiche e resinose, difficile percepire la parte maltata molto timida, leggeri esteri di mela, non particolarmente intenso nel complesso. 7/12;

Aspetto: schiuma ampia, bolle fini buona persistenza, ambrata, limpida. Nulla da eccepire 3/3;

Gusto: ingresso non piacevolissimo si percepisce nota quasi bruciata svanisce velocemente per lasciare spazio al malto con note di cereale e biscotto nel retrolfatto. Amaro non intensissimo finale di media secchezza 12/20;

Mouthfeel: carbonazione media perfetta per lo stile, astringenza leggera non piacevolissima, calore alcoolico corpo medio in stile 4/5;

Overall: timida al naso, non percepisco la parte luppolata balsamica che mi aspetterei dallo stile. pulizia al naso buona. Al palato però emerge questa nota ruvida quasi di bruciato. Potrebbe dipendere dal luppolo (ossidazione?). Non credo sia un problema di fermentazione perché al naso è abbastanza pulita 6/10.

Conclusioni

In attesa della cotta annuale di east side, leggendo le schede e riascoltando la puntata del podcast vanno senza ombra di dubbio migliorate:

  • la luppolatura: nessuno dei due giudici l’ha sentita come si deve. Purtroppo però è proprio quella la caratteristica dello stile!
  • la fermentazione: evidentemente troppi 18° in partenza per il 34/40. Altro HB (se non ricordo male Simone di Fail beer) stessa birra meglio piazzata ha lavorato a partire da 16°. Riascoltando il podcast il lievito “è portato a lavorare FINO a 18” non lavora a 18.
  • La nota bruciata: sarà stato quel crystal 150 a sovrastare tutto?
  • ossidazione: nella scheda ha fatto capolinea la parolina magica. Non credo sia stato il luppolo, molto più probabilmente l’imbottigliamento: all’epoca combattevo ancora molto con il tappo sulla schiuma.

In linea di massima direi che mi è andata fin troppo bene, ma questa esperienza ha confermato che brassare senza sapere quello che si cerca nel bicchiere, per quanto uno possa essere fortunato, è un modo di partire non propriamente corretto sebbene alquanto comune.

L’approccio ad un nuovo stile deve passare necessariamente per una fase fondamentale: la prova di un esempio commerciale per effettuare una preventiva autovalutazione della birra.

Lezione imparata? Inutile dirlo, ma forse no! La ricetta come di consueto è stata modificata subito dopo aver ricevuto le schede ed è già programmata un nuovo batch per un nuovo concorso. il batch annuale di east side non sarà ancora uscito, ma pazienza. Per questo stile, di cui in giro non è che si trovi poi tanto, continuerò ad intuito e vedremo come andrà a finire!

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