Finalmente una birra vincitrice!

Ogni anno mi prometto sempre di dedicare più tempo al puro piacere di fare birra, ma puntualmente il calendario cotte finisce per essere scandito da un unico e solo leitmotiv: l’irrefrenabile voglia di partecipare a concorsi di qualsiasi tipo in qualsiasi posto.

Per capirci basta pensare che quest’anno, nonostante abbia cotto tantissimo in questi primi mesi, il giorno di Pasquetta in occasione della tanto attesa grigliata non avevo nulla di pronto da bere sebbene avessi una kolsch (frettolosamente giudicata male, ma di questo parlerò più avanti), 2 bitter (ne avete già letto qui), una blanche (anche di questa racconterò) ed una Irish Red Ale (non malaccia nemmeno lei) stoccate nei keg, ma  ancora in lavorazione.

In tutto sto gran cuocere, qualche mese fa ho ri-approcciato la produzione delle Mild dopo un paio di tentativi fatti in passato un po’ “alti” per dirla con un eufemismo.

L’Inghilterra mi piace, (ah si, vero… questo già l’ho detto mille volte)…

Il risultato fu appena sopra il limite della sufficienza (racconto qui) ma del resto non ci si poteva aspettare tanto da una cotta che, sotto, sotto, nasceva più come “svuota-dispensa” che altro.

I rammarichi, come raccontato nel post, furono due:

  • aver sprecato una buona bustina di lievito liquido Wyeast 1469 West Yorkshire Ale usato pure senza starter visto il casotto che feci con l’ordine e la necessità di concatenare altre cotte;
  • non aver usato l’approccio “Brewing bad” alla costruzione della ricetta: scalare una buona porter (che tra l’altro ho in archivio e che ho raccontato qui!).

Arriviamo così ad un paio di mesi fa circa quando, con il desiderio di riprovare subito la produzione dello stile e con un keg vuoto, il gruppo di Homebrewers siciliani Trinacria ufficializza un concorso a stile libero in occasione dell’esame bjcp di Palermo.

Non aspettavo altro…. BOOOOOM

RICETTA

Partiamo dall’inizio.

Cestinata la precedente, ho scalato la porter di cui ho parlato sopra (approccio brewing bad appunto).

Maris otter65%
Monaco13%
Brown11%
Crystal 554%
Crystal 1503.5%
Chocolate3.5%
Challenger10 ibu 60’
Challenger0.5 gr/l 15’
Lievito Bioenologia LN3Da 18°  a 20°
Mash 63°1h
16 IBU – Og 1033 – BU/GU 0.5 

Come dice Frank:

“Same ingridients, but lower alcohol.”

Se lato ingredienti non mi sono dovuto sbattere più di tanto, la cosa più complessa è stata scegliere il lievito.

Ero tentato dall’usare l’us05 rimasto in frigo (sta cosa del neutro per le inglesi mi ha preso male, ma non ditelo a nessuno), tuttavia ho preferito andare sullo specifico.

Il problema è che non trovando più da un pezzo il london lallemad nella confezione da 11gr (a proposito, qualcuno sa come mai?), le alternative secche disponibili sarebbero state le seguenti: s04, Windsor ed Empire Ale.

Tuttavia:

  • il primo l’ho usato solo una volta tantissimi anni fa con risultati catastrofici e non l’ho MAI PIU’ usato (croce nera);
  • del secondo ho un pessimo ricordo;
  • l’ultimo, sebbene sia stato usato una volta con discreta soddisfazione, non ha superato la “paura piantone” in presenza di una cotta programmata per un concorso.

Ho guardato quindi i liquidi.

Qui le opzioni sarebbero state diverse e sarebbero state lunghe pure le scadenze dei prodotti in stock sugli store on-line, ma volendo fare la cotta subito non avrei avuto il tempo per uno starter ed inoltre al solito avrei dovuto riempire il pacco con i soliti tappi, starsan o altra roba inutile al momento.

Non restavano quindi che i lieviti in crema.

E torna lui…

l’LN3 di Bioenologia, scelta obbligata vista la situazione (ma in realtà al netto di tutti sti pipponi già sapevo di voler scegliere questo).

E’ un lievito con cui ho avuto una storia complessa di amore e odio, ma che stavolta ero sicuro di poter approcciare bene, forte di tutti gli appunti sul suo utilizzo presi al termine delle precedenti cotte: rampa veloce 18-20 + shakerata a 72 ore dall’inoculo per stimolare la conclusione dei processi fermentativi con riduzione dei potenziali difetti.

Restava da sperare solo arrivasse non prossimo alla scadenza.

FUOCO AI FORNELLI

Produzione no sparge e valori di cotta con il solito inevitabile scarto minimo accettabile di perdita di efficienza.

Fermentazione partita in tempi rapidi e con gorgoglio forte segno di un ottimo stato di forma del lievito ricevuto.

Dopo 72 ore ho dato come da programma la scossa al lievito scuotendo il keg. In passato l’uso di questo prodotto era stato accompagnato da schede segnate negativamente dalla presenza di acetaldeide che ho ricondotto alla caratteristica tipica dei lieviti inglesi di flocculare rapidamente con conseguente NON completamento dei processi fermentativi. Il rimontaggio aiuta a risolvere il problema (riascoltate mashout! Puntata n.3 o rileggete i vecchi post su questo blog).

Lunga sosta a 20° per circa 13 gg, passaggio in cold per 2 settimane circa e trasferimento nel keg da 9L per la carbonazione.

La birra ha superato il test di assaggio ed è partita per il concorso.

Il risultato è stato superiore alle mie più rosee aspettative. Ero fiducioso in cuor mio, per 2 motivi:

  • da un lato la birra a sto giro non sembrava avere difetti (almeno eclatanti)
  • dall’altro perché, preparate le bottiglie, avevo finito quello che restava del fusto nei 90 minuti + recupero trascorsi con gli altri papà alcoolizzati mentre guardavamo la partita dei figli al campo comunale (primo, secondo e terzo tempo…).

Talmente mi piaceva che ci avevo perso tempo pure a fare le etichette!

Che però fosse addirittura una birra vincente non me l’aspettavo proprio sia perché aveva l’etichetta #1 (e statisticamente era difficilissimo pure piazzare al primo posto la birra col #1), sia perché una di tre bottiglie era arrivata distrutta in abbazia (cattivo presagio pensavo).

Giudizio 

Bando alle ciance veniamo all’assaggio

La birra è finita al tavolo di Antonelli e Kaminski, con il nostro blogger preferito che è stato il più severo dei due. Naturalmente le schede sono tornate in inglese quindi sono un po’ “riassunte”.

Aroma: Medio basso aroma di malto con tostato e caffè. No off flavours no diacetile. Fermentazione pulita per uno dei due giudici; leggeri esteri di pera per l’altro (ma ok).

Aspetto: schiuma beige con bolle medie con discreta persistenza, colore marrone (io ci vedevo anche dei riflessi rubino). Carbonazione un filo alta per uno dei due giudici .

Sensazioni boccali: ingresso maltato con un leggero roasted, con note di leggero caramello, tostato crosta di pane e caffè nel retrogusto. Amaro medio basso ben bilanciato dai malti. Buona attenuazione, finale abbastanza secco. Fermentazione pulita, ma  con leggerissimo estere di mela per uno dei due.

Sensazioni boccali corpo basso, con media carbonazione (medio alta per uno dei due giudici) no calore alcoolico, no astringenza

Impressioni generali: A VERY GOOD BEER, leggera e rinfrescante. Molto gradita. (comune su entrambe)

scheda A: Un po’ più di complessità della parte maltata avrebbe giovato alla birra;

Scheda B: la carbonazione un po’ alta stona con lo stile.

Che dire

Sono contento. È proprio una figata vincere un concorso. Soprattutto perché al netto di qualche imperfezione la birra ha comunque messo tutti d’accordo al tavolo finale.

Da tanto tempo mancavo piazzamenti ai concorsi degni di nota e questo mi spinge a brassare ancora di più nonostante il lavoro (quello vero) in questo periodo mi stia stressando e stancando più del solito sottraendo inevitabilmente tempo all’hobby.

A sto punto come si usa alla notte degli oscar partono i ringraziamenti.

Rringrazio i giudici che nel corso del tempo mi hanno restituito schede piene di suggerimenti, ringrazio la mia famiglia per avermi esonerato dalle faccende del sabato mattina consentendomi di produrre anche questa cotta… 🙂 ah ah ah. A parte gli scherzi, la cosa più bella (tolta la soddisfazione) è stata ricevere via messenger i complimenti di Frank (subito dopo il concorso), Angelo Ruggiero qualche giorno dopo quando si è accorto che io avevo vinto la manifestazione e ancora le congratulazioni degli altri amici HB più bravi di me via wapp e via fb in primis l’ottimo Emiliano e Il grande Iuppa che hanno perso pure un minuto del loro tempo per scrivermi in privato.

Bella la gente che non si sbatte e che ti fa sentire veramente parte di una bella community!

Complimenti pure ai ragazzi di Trinacria con cui poi ci siamo trattenuti in lunghe conversazioni al telefono post concorso. Belle le associazioni che sono vive sul territorio.

E viva pure l’Homebrewing.

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