Ma 'sta birra era bona o no?

Torno a parlare di quanto le schede di valutazione possano essere importanti per gli homebrewers.

L’anno solare 2024 pare sia partito con un’insolita voglia da parte di associazioni e brewpub di organizzare concorsi.

Faccio birra in casa da 7 anni e da almeno 4 partecipo a qualsiasi contest lungo lo stivale spendendo un botto in pacchi (regolarmente siglati con “contiene ceramiche“), ma a memoria non ricordo di aver mai visto tanti concorsi quanti quelli attivi in questo periodo (con alcuni che capitano addirittura lo stesso week-end). Il paese dei balocchi per noi domozimiurghi…

Me ne sono reso conto qualche settimana fa quando, cercando di programmare le prossime cotte in funzione delle manifestazioni che avevo puntato, mi sono reso conto che per stare al passo con esse avrei avuto bisogno di utilizzare il kegerator e comprare un altro frigo per fermentare tutto quanto mi sarebbe piaciuto preparare.

Lo scorso anno si parlava in alcuni post dello stato di questo hobby in Italia… sta a vedere che forse c’è una nuova spinta??? Il tempo ci dirà se è stato tutto un fuoco di paglia o se sarà qualcosa di strutturale!

Però c’è un però

Mi piace partecipare ai concorsi per diversi motivi: mi piace questo gioco, voglio avere feedback costanti sulle mie produzioni e soprattutto voglio sapere cosa NON ho sentito nel bicchiere e di conseguenza cosa posso migliorare nel mio processo produttivo.

Questa cosa rappresenta per me un punto essenziale. Ne avevo già parlato in qualche post sulla pagina FB e in uno dei miei primi articoli su questo blog (QUI).

Rispetto a qualche anno fa riesco da solo ad individuare i difetti principali e a decidere di conseguenza “in autonomia” se mandare o meno una produzione ad un concorso. Faccio, in pratica, due rapidi passaggi.

Il primo è rispondere ad una semplice domanda: “Ne berrei un’altra?”. Se la risposta è “SI” vado avanti; se la risposta è “NO” la birra non parte e già so che probabilmente parte del fusto finirà nel lavandino.

Il secondo step è cercare di sentire i difetti e l’attinenza allo stile. Compatibilmente con le mie soglie di percezione e le mia capacità di capire il bjcp, mi auto-valuto la “gravità/evidenza” di eventuali “errori” e decido se spedire o meno in base alla quantità di feedback di cui ritengo aver bisogno in relazione ad una determinata produzione.

In altre parole, in presenza di stili mai esplorati, al netto della lieve astringenza, del leggero diacetile o del leggero sulfureo, la scheda mi dovrà tornare utile a capire quanto abbia (più o meno) inquadrata la birra.

E’ successo così con la cream ale prodotta qualche tempo fa. A me era piaciuta tanto, era risultata nel complesso una “buona” birra (nel gusto) anche a parere del valutatore”, ma “stilisticamente parlando” non è risultata inquadrata: se il valutatore non mi avesse detto che il corpo doveva essere ancora più esile di quanto ritenuto giusto dal mio gusto avrei continuato a fare una birra buona, ma non una buona birra.

Tutto il film però ha un senso se a valle di tutto c’è una scheda con giudizio completo.

Ma quando il giudizio può dirsi completo?

Semplice: quando il giudice non paga l’inchiostro della penna con cui scrive, quando cioè ti evidenzia in maniera almeno mediamente dettagliata il difetto o il punto da migliorare ai fini dell’attinenza allo stile e quando (magari) ti suggerisce come agire per evitare il ripetersi dell’errore. A quest’ultima cosa dopo anni di cotte forse ci arrivo pure io, ma a volte quando la scheda finisce in mano ad un giudice esperto che allo stesso tempo è anche homebrewer/birraio apprezzi quanto sia bello NON FINIRE MAI DI IMPARARE.

Tornando però al punto iniziale, quello della miriade di concorsi che oggi abbiamo in giro, a fare da contro-altare a questo periodo di vacche grasse c’è il rischio che la tua birra finisca in mano a qualcuno che è bravo a bere, ma meno bravo a compilare le schede (non a fare il giudice che è fuori discussione!).

Ecco cosa ho ricevuto di recente (non ho saltato nulla nel riportare i giudizi e ho tralasciato anche lo stile perchè lo ritengo ininfluente ai fini del discorso):

Aroma: Maltatura presente, speziatura presente, spezie presenti 9/12.

Aspetto: colore paglierino, velata, schiuma fine e persistente 3/3.

Gusto: in bocca la carbonazione sostenuta agevola la bevuta, amaro presente. Fresca. Agrumato e cereale presenti 12/20.

Sensazioni boccali: carbonazione presente, lunga la parte del cereale, fresca 4/5

Impressioni generali: birra corretta con una piacevole bevuta in stile 9/10

Totale 36.

Iniziamo col dire che (9+3+12+4+9) fa 37 e non 36 (l’ho rifatto pure con la calcolatrice per sicurezza!!!).

Con una scheda così resto con un sacco di dubbi.

Innanzitutto un paio banali: e se quel punto in meno non mi avesse fatto andare al BOS o addirittura perdere qualche posto in più nella classifica finale? Si, è vero, è un gioco, ma “fare la marchetta” è sempre bello!!! 😉

Altri sostanziali.

Cosa mi ha fatto perdere otto punti al gusto se non c’è traccia di difetti nel giudizio? Passino uno/due punti sotto il massimo che potrebbero essere ottenuti e giustificati da una piena aderenza ANCHE al gusto personale del giudice, ma otto punti sono un botto e qualcosa doveva esserci… c’era un pò di astringenza? Un amaro troppo alto o troppo basso? Saperlo sarebbe servito a modificare la ricetta.

Cosa è mancato all’aroma? Forse se le spezie, ad esempio, non erano troppo in forma? Sarebbe stato opportuno condividere la sensazione perchè avrei riflettuto in futuro sulla mia capacità di selezionare un ingrediente difficile.

E per concludere alle sensazioni boccali cosa non è andato per mancare l’en plein? Il corpo era basso, ma non bassissimo forse? Anche questo dovrei saperlo così da regolare meglio il mash alla prossima cotta.

La birra infine, nel riquadro in basso a destra, era classificata un “esempio classico” quanto ad aderenza allo stile, “senza difetti” quanto a merito tecnico e un punto sotto a “quasi magnifica” quanto a giudizio immateriale. insomma… non c’ho capito un Kaiser…

Comunque lo so… è difficile organizzare i concorsi…

Lodi e onori a chi ci perde tempo e magari pure soldi.

Vi voglio e vorrò sempre un sacco di bene, siete la gioia più grande per questo gioco, la valvola di sfogo per noi birrificatori casalinghi, ma vi prego pregate i vostri giudici di non essere avari con l’inchiostro perchè non ho ancora capito che ho sbagliato in questa birra!!! 🙂

Di nuovo vi voglio bene un sacco e sappiate che manderò comunque una produzione alla loro prossima manifestazione perchè si racconta per condividere gioie e dolori di questo hobby, mai per criticare quello che non si è mai fatto.

Love & Cheers!

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