L’anno birraio è un po’ come il campionato di calcio e un pò come la scuola… inizia a settembre e finisce a giugno…
Prima di parlare di quello che ho in mente di fare provo a fare il recap di quanto fatto lo scorso anno.

La stagione passata è davvero divertente, forse la migliore di tutte.
Ho avviato il blog innanzitutto e mi è piaciuto parecchio. Avrò saltato forse solo un paio di pubblicazioni e pur avendo fatto fatica nei mesi da aprile in poi, causa nuovi impegni lavorativi, mi sono davvero divertito. Non immaginavo potesse piacermi così tanto scrivere. Ho provato qualche volta a virare un po’ sul tecnico pubblicando alcuni test comparativi, ma forse mi viene meglio il racconto “easy”, la narrazione spassionata delle mie produzioni che possa semplicemente rispondere all’ide iniziale di questo blog: fare da guida o offrire spunti ad altri. Gli articoli tecnici vengono sicuramente meglio a quelli più bravi di me da cui continuo incessantemente ad attingere prima io. forse imparerò pure come centrare le foto nelle anteprime di fb…
Farò fatica, ma proverò a continuare a scrivere ancora e pazienza se salterò qualche lunedì.
Non male anche il lato produttivo.
Da settembre ’23 ho fatto circa 40 cotte. Un paio di basse fermentazioni apparentemente soddisfacenti, ma non al punto da spingermi a riprovarci (sempre che bassa possa definirsi quella fatta col novalager!) , qualche stile nuovo non pienamente centrato e un paio di ricette al contrario ben quadrate.
È stato l’anno in cui mi è “salita la scimmia” per le inglesi. La bitter con l’us 05 innanzitutto (voto personale 10), non male anche una IRA di cui in realtà non sono riuscito ancora a pubblicare il racconto, la prima stout “studiata” ed infine la mild.
Si la mild… quella che mi rimanda col pensiero al concorso dei trinacria homebrewers vinto ad aprile. Bella davvero.
Lo scorso anno avevo però un obiettivo: fare pace coi lieviti liquidi.
Niente… da fare. C’ho provato, ma non ci sono riuscito.
E pensare che con grande entusiasmo (più o meno a gennaio) mi ero anche costruito una mini camera di fermentazione per permettere allo starter di lavorare per bene. La praticità dei secchi continua a prevalere.
Se poi aggiungiamo che l’us 05 mi ha fatto desistere anche nel cercare il lievito inglese ideale per la mia bitter e Il BW 20 di fermentis ha fatto cadere anche l’ultimo stile su cui ero riuscito ad usare con buoni risultati un liquido, è facile prevedere che le bustine di prodotto disidratato continueranno a farla da padrone nelle cotte anche della stagione 24-25.
Continuerò a concedermi al massimo “le creme” che ritengo un giusto compromesso tra praticità e specificità sebbene il costo sia al limite dell’economicità rapportato alle dimensioni dei mie batch.
Vacanze finite, lavoro ripreso da un paio di settimane e fornelli riaccesi.
In realtà non è che li abbia mai spenti.
Nonostante il caldo, nonostante i 40 gradi che si raggiungevano con la pentola di boil accesa nel mio minilaboratorio (alias stanzino) qualche cotta l’ho fatta.
Ho provato una blanche per testare appunto il nuovo lievito bw20 della fermentis, ho prodotto la solita golden ale col kveik, una kolsh per provare il k97 e, spinto dai racconti di fail beer, ho provato a metter su la prima session ipa della mia avventura brassicola. Insomma tutt’altro che pausa estiva.
Davvero non male la blanche. Forse coriandolo e bucce d’arancia più fresche avrebbero dato a questa birra una marcia in più, ma di certo prova superata per il lievito che era l’ingrediente sotto esame. Spezie o no, in ogni caso la birra ha salvato la griglialta di ferragosto visto che la tradizionale golden ale estiva era finita tutta fuori dal keg durante la fermentazione causa blow-off agganciato all’uscita birra piuttosto che all’uscita gas.

Davvero bella, al contrario, la session ipa ispirata a quella di Fail beer. La combo mosaic-idalho-citra unita ad un giusto bilanciameno complessivo ha prodotto una buona prima ricetta che con qualche piccolo aggiustamento manderò di certo a qualche tavolo (prossimamente il racconto).

Soddisfatto anche delle kolsch realizzata per la prima volta col secco k-97 dopo diversi tentativi fatti col liquido, con le creme e col compianto kholn della lallemand. La birra era pulita e il lievito ha dato il giusto apporto di esteri senza eccedere. Certo era una kolsch quindi probabilmente una birra difficile da valutare per un non esperto, ma per me questi test possono considerarsi superati quando non ci sono difetti e quando avverto che il lievito abbia svolto il suo compitino senza problemi.
L’estate è stato anche il momento per fare qualche giro birraio. Immancabile nella prima settimana di agosto la tappa al festival delle birre di Castellalto con relativo concorso cui ho portato una bitter e la mia prima stout. Bene al solito la prima, un pò meno la seconda che leggendo i giudizi credo abbia pagato il fatto di essere stata imbottigliata e portata ai tavoli senza un minimo di maturazione.

Di solito quando inizia l’anno la prima cosa che si fa è stilare l’elenco dei buoni proposito, ma quest’anno non ne farò.
Farò quello che mi verrà voglia di fare con attenzione solamente alla produzione di almeno qualche nuovo stile.
Tre in particolare: Rauchbier, belgian single e Ipa. Ho avuto modo di assaggiare i primi due grazie ad alcuni omaggi ricevuti a seguito della partecipazione ad alcuni eventi e mi è venuta voglia di provare a realizzarli.
L’unica cosa che molto probabilmente resterà costante nelle produzioni sarà comunque la gradazione alcoolica che difficilmente supererà i 5,5%: purtroppo l’alcool non lo reggo.
Ultima cosa: questione concorsi.
Questa cosa me la riprometto tutti gli anni e proverò a resistere anche questa volta.: parteciperò il giusto, La verità??? mi so rotto di fare pacchi. Tra l’altro l’anno scorso mi sono iscritto a talmente tanti contest che un paio ho finito addirittura per saltarli, ad uno ho mandato meno birre di quante richieste e dulcis in fundo ad uno ho mandato una birra al posto di un’altra…
Quindi stop stress, love hops & live the dream!
