Qualche tempo fa sciolinavo qui su questa pagina alcuni tra i peggiori acquisti fatti nel corso della mia esperienza da homebrewer. L’hop bomb, la capsulatrice, l’imbottigliatrice, erano solo alcuni degli accessori elencati che avevano preso posto in questa speciale classifica. Di tanti altri non ho parlato un pò per non rendere l’articolo lunghissimo un pò perché di alcuni di loro è rimasta solo una riga sull’estratto conto di paypall.
Nell’articolo precisavo che quei racconti non erano recensioni, ma semplicemente non positive esperienze personali con quegli accessori che magari inseriti in contesti diversi o semplicemente utilizzati in altro modo avrebbero potuto dare benefici.
Su uno in particolare in un angolino del mio cervello sapevo di essere io il problema piuttosto che lui.
Mi riferisco al trub stopper.

Dove eravamo rimasti
Comprato ormai più di due anni fa sul mercatino al termine di una di quelle giornate durante le quali sei preda dello shopping compulsivo di attrezzature, non mi avevano mai convinto due cose: la banda in silicone e la stabilità della rete filtrante.
Partiamo dalla prima. Ha essenzialmente lo scopo di tenere il trub stopper fermo sul fondo della pentola durante il whirlpool.
Il punto è che, al pari ad esempio della serpentina per il raffreddamento, sarebbe prudente non inserire l’accessorio nel mosto senza preventiva sterilizzazione in bollitura. Tenere però a contatto la banda sul fondo della pentola riscaldata a gas e per di più immersa in un liquido bollente, non mi è mai sembrata la cosa più salutare di questo mondo. Per quanto sia dichiarata idonea al contatto con gli alimenti e resistente alle alte temperature, lo stesso produttore consiglia comunque di tenerla lontana dalle fonti di calore dirette.
Veniamo alla rete filtrante. Sarò incapace io a montarla, ma col wirlpool finiva sempre per sfuggire dalla guida circolare.
Indipendentemente da tutto però a meno di dare una leggerissima mescolata, durante il vortice l’accessorio si muoveva comunque finendo in un angolo della pentola piuttosto che al centro.
Il combinato disposto delle due cose mi hanno portato per un bel pezzo a rinunciare al suo utilizzo.
Bastava solo riflettere un pò
Sapevo però che poteva essere fatto di meglio.
Avevo comprato il trub stopper per ridurre le perdite finali e di conseguenza per aumentare l’efficienza di impianto. Sempre su questo blog ho di recente predicato l’importanza di concentrarsi sull’ottenimento di una costante efficienza di mash piuttosto che di sistema. Alla fine però di lasciare roba “in sospeso” con un bell’accessorio inutilizzato continuava a non piacermi e già da un pezzo avevo ripreso a provarlo cercando un sistema per farlo funzionare per bene.
Come ho detto, dunque, i problemi da risolvere erano essenzialmente due: il silicone sulla fiamma diretta e il whirlpool.
La banda non deve toccare il fondo della pentola durante la sanitizzazione con il gas acceso. Nulla di più semplice: la tolgo.
Ad inizio giornata mentre “esorcizzo e santifico” il fermentatore, faccio un passaggio di pulizia anche al trub stopper. Giusto per stare tranquillo, poi, gli faccio fare un giro in bollitura negli ultimi 15 minuti togliendolo prima di chiudere il boil. Non faccio birra in una discarica quindi poggiarlo al manico della pentola mentre il mosto riposa dopo il whirlpool non sarà mai fonte di alcuna contaminazione letale.
Avvio quindi il raffreddamento tramite controflusso e quando il livello del mosto in pentola lascia intravedere la torta calo il trub stopper (sempre senza banda in silicone).
Risultato in foto.

Dopo mesi e mesi di maledizioni finalmente in pentola resta solo il mosto al di sotto del livello del rubinetto. Per niente male!
Recupero mediamente ALMENO mezzo litro in più di mosto.
La domanda sorge spontanea: ho risolto in questo modo i problemi dell’homebrewing?
NO DI CERTO, però ci tenevo a farvi sapere che a tutti va sempre data una seconda possibilità e che il trub stopper era finito ingiustamente nella lista dei cattivi.
Con più mosto serve più lievito per fermentare correttamente, ma soprattutto carbonando forzatamente nei keg da 9 litri, diventa irrilevante (per non dire inutile) quel mosto in più strizzato dalla pentola come da uno straccio bagnato. Come volevasi dimostrare la soluzione si è rivelata per le mie esigenze efficiente, ma non efficace. Come sempre ancora, ogni soluzione va tarata con le proprie esigenze: per quanto mi riguarda ora che sono passato a fermentare nei keg da 19 litri trarrò qualche beneficio qualora avessi bisogno di aumentare il litraggio finale (sai mai d’estate qualche grigliata con gli amici…).
