Nel viaggio intrapreso nel mondo delle birre inglesi avviato dopo aver scoperto che con la carbonazione forzata è possibile bere più, più velocemente, non potevo non imbattermi nella ricerca della pinta (quasi) perfetta di golden ale.

Anche con questa birra la ricetta finale è la risultante di diverse cotte.
Ammetto però che il lavoro fatto su questa è stato oggettivamente più semplice.
Vuoi la fortuna del principiante, vuoi le caratteristiche dello stile non eccessivamente complicate da comprendere partendo dalla lettura del BJCP, sta di fatto che in 3-4 cotte la quadra è stata raggiunta in maniera soddisfacente.
Al solito la versione 1.0 della ricetta era la più semplice possibile.
Nel caso specifico una smash!
100% M.O.
Challenger in amaro e aroma
US05 t fissa 16.5 gradi
Il giudizio ricevuto (34/50) confermava in larga parte la buona impressione che avevo avuto all’assaggio.
OVERALL: birra molto gradevole penalizzata dal diacetile che la ammorbidisce troppo e da un amaro troppo gentile che non controbilancia il malto.
Ad essere sinceri il giudice aveva anche rilevato un “principio” di ossidazione, a mio avviso riconducibile al processo di imbottigliamento visto che spillando dal fusto io non l’avevo avvertivo. In realtà nemmeno il diacetile avevo sentito, ma conoscendo il valutatore c’era da fidarsi.
I punti su cui lavorare erano pertanto due:
- profilo di fermentazione (senza ombra di dubbio)
- amaro da migliorare.
Senza inviare ulteriormente la birra ai concorsi, ma solo ricorrendo ad un paio di lattine ordinate sul web, un paio di cotte sono bastate a trovare un equilibrio interessante.
Ricetta
Maris otter 52%
golden promise 37%
Monaco 11%
challenger (coni) 60-15-5 per 35 ibu totali
lievito voss

Nonostante l’errore nell’ordine (volevo i pellet) devo dire che i luppoli in coni, smaltita l’ira iniziale, si rivelarono una piacevole sorpresa. Forse il “preconcetto” che tutti ci portiamo dai corsi di hb sono esagerati: profumavano tantissimo e le perdite finali non è che furono poi tanto diverse da quelle ordinarie. Probabilmente tirai anche meno trub nel fermentatore.
Il lievito voss invece fu un po’ necessità, un po’ ricercato: ormai era caldo, avevo i tempi stretti per il concorso, non avevo tempo da perdere ad attendere che il lievito riassorbisse eventuali sottoprodotti della fermentazione, le camere di fermentazione erano occupate e poi quel leggero agrumato che tutti sentono (io mai sentito) ritenevo potesse fare al caso mio qualora fosse uscito.
Risultati
3 schede con punteggio finale 40-41-42/50.
AROMA: al naso il malto la fa da padrone con note mielate di crosta di pane e biscotto. Luppolo presente con note erbacee e terrose.
ASPETTO: molto bella all’aspetto, limpida con schiuma bianca a grana fine colore dorato carico.
GUSTO: parte maltata molto presente, esce anche il luppolo con stesse note olfattive. Amaro finale piacevole che bilancia bene la bevuta leggera astringenza finale (non invadente).
SENSAZIONI BOCCALI: corpo snello, ma presente. Carbonazione in stile (forse solo un pelo sotto)
GIUDIZIO COMPLESSIVO: ben fatta molto in stile. Piaciuta molto la parte olfattiva con malto in evidenza. Forse un filo di carbonazione in più avrebbe giovato. Unica nota leggera astringenza finale.
Concludendo la birra è passata da 34 a 41. Chiaramente astringenza non pervenuta al mio palato, peccato per la carbonazione che tuttavia credo sia più una questione di fino che di sostanza.
Ps: la birra nonostante il punteggio non è finita al bos: al tavolo mi hanno detto era con una delle prime due in classifica… ma ai concorsi ci vuole pure un po’ di fattore C!

Ciao.
Il blog mi piace, complimenti e in bocca al luppolo.
Riguardo la ricetta della Golden Ale, come hai suddiviso gli ibu?
grazie innanzitutto… Passi alla storia come il primo che ha lasciato un commento!.
35 ibu totali. 16 ibu a 60′ – 15 a 15′ – 4 a 5′
La ricetta mi tenta. Se la faccio, magari con qualche personalizzazione, ti tengo aggiornato
VAI!!!