Quando ho iniziato a scrivere questo articolo avevo intenzione di raccontare la Porter con cui ho vinto il concorso del birrificio styles mettendo in risalto quanto fosse risultata vincente la scelta del lievito Heritage English ale di Pinnacle di cui ultimamente non riesco più a fare a meno.
In realtà poi ho cambiato tutto perchè, rileggendo le schede ricevute alla ricerca di elementi utili a decantare quanto fosse fantastico questo prodotto, mi sono accorto che di questo, dei suoi esteri, del suo contributo non trovavo nemmeno una parola.
Allora la domanda mi è sorta spontanea? Ma fin dove è necessario insistere nell’uso di lieviti specifici per le birre inglesi?

Il contributo del lievito
Ma facciamo un passo indietro…
La ricerca del ceppo inglese da usare per le mie produzioni è partita dall’assaggio di una bitter durante uno dei miei viaggi di lavoro e dopo aver letto prima questo articolo pubblicato su fermento birra nel 2020 e poi quest’altro nel 2021 di Antonelli. Quello che desideravo erano “null’altro” che i sentori di legno/vaniglia tipici del London Ale.
Senza stare a ripercorrere tutti i tentativi fatti, salutato il London di Lallemand, escluse le creme e pure i liquidi che nemmeno sotto tortura userei (pur volendo oggi nemmeno potrei visto che sono spariti), la mia ricerca ha trovato nell’ultimo periodo un punto fermo con l’Heritage English Ale di Pinnacle (qui il racconto).
In ordine strettamente cronologico ho usato questo lievito su una mild “storica”, su una dark mild, su una porter (quella del concorso appunto) e su una bitter.
Partiamo dalla mild (storica). Qui il lievito credo abbia espresso il meglio di se: vaniglia, legnoso, Il tutto accompagnato da delicati esteri di frutta tipo dattero. Ad analoghe conclusioni era arrivato pure Frank in questo articolo nel quale, tuttavia, non condivideva con me solo gli esteri fruttati (nulla di più facile che quel “dattero” che sentivo io derivasse più dal malto che dal lievito).
Venendo poi alla bitter, anche qui il contributo del lievito è stato particolarmente evidente. Le note di vaniglia e quel filo di legnoso si sono amalgamate bene con i sentori caramellati dei malti crystal utilizzati nella cotta. Forse un giorno troverò il tempo di raccontarla.
Le mie certezze iniziano a vacillare con la Dark mild. La birra prodotta con questo lievito, quella descritta in questo post, conferma il dubbio avuto all’inizio di questo articolo: nelle schede ricevute non si fa alcun accenno a sentori provenienti dal lievito surclassati evidentemente da quelli provenienti dai malti scuri: nocciola, tostato e caffè a volontà, ma esteri fruttati, legno vaniglia e/o altro nulla.
La pietra tombale sulla questione la pone, però, la porter di cui avrei voluto parlare. Da un punto di vista meramente “numerico” non è il miglior esempio di stile che abbia mai prodotto. Quest’altra produzione (mandata al Damned in Black e realizzata con l’LN3 di Bioenologia qualche anno fa) tornò dai tavoli con un 41 finale contro il 39 di questa, ambedue, però, aiutano nel discorso che voglio fare. Provando, infatti, a riassumere i tratti essenziali delle schede ricevute quello che emerge è che in entrambe sia all’aroma che al gusto prevalgono note di caffè, liquirizia e la parte maltata. Lievito: ZERO.
Conclusioni
Aperto al confronto con tutti, a questo punto deduco che probabilmente tutta questa Inghilterra che cercavo forse è inutile provare a tirarla fuori quando produco birre scure perchè tanto i malti sovrasteranno tutto. A sostegno di questa mia tesi viene il bjcp.
Leggendo le descrizioni dei più comuni esempi di stile descritti categorie 11-12-13-14-15-16-17 di esteri fruttati si parla (in ordine di prevalenza) nelle:
- bitter (richiesto);
- English ipa (da basso a moderato, accettabile)
- Dark mild (opzionale al gusto)
- British Brown Ale (non dovrebbe dominare all’aroma, opzionale al gusto)
- Porter (opzionali, ma desiderabili)
- Irish stout/ extra stout (esteri medio bassi opzionali all’aroma e fruttato medio basso; al gusto Esteri fruttati moderati sono opzionali)
- Schottish ale/heavy/export (leggero, ma forse più da luppolo visto che si parla al gusto di fermentazione pulita);
- british golden ale (dovuto però al luppolo più che al lievito).
Basta mi fermo qui.
Di fatto potremmo dire che PIU’ la birra è scura, MENO gli esteri fruttati sono FONDAMENTALI, al massimo opzionali.
Allora questo lievito “specificatamente inglese”, tutto sto “sbatti” (più tipico degli anni passati) a capire la temperatura giusta cui far lavorare l’s-04 o altro è proprio necessario? Forse no. Forse per le prossime potrebbe bastarmi l’-us05. Anzi, ora che ci penso pure la bitter con l’us-05 si può fare bene.
Ah giusto, l’attenuazione… fai mash più alto se lo ritieni necessario.
L’unico dubbio che mi resterebbe è il contributo che avrebbe potuto dare il Wyeast 1084 Irish ale. Ne parlava qui Giovanni di Sgabuzen, ma è liquido, non si trova più, quindi ciaone.
Non importa quanti passi fai… alla fine si torna sempre alla casella del via: US-05 RULES!

Ciao. Leggendo i tuoi articoli sul Pinnacle ho fatto anche io due cotte inglesi. Fermentazione partita a 18° e poi fatta salire giorni dopo fino a 20. Risultato: TROPPA frutta!! In entrambe le birre il fruttato è stato assolutamente eccessivo.
Quindi tu non hai avuto questa stessa sensazione?
Cosa avrò fatto di così mostruosamente diverso?
Eh no… mai troppa nel mio caso… anzi. 18-20 è una rampa soft. Ora dando per scontato che tu stia misurando bene la temperatura e non che il sensore del tuo termometro sia nel frigo ma lontano dal fermentatore, sicuro che sia “fruttato” e non “un dolcione tipo burro”? in passato con altri inglesi restava questo che è chiaramente diacetile se chiudevo la fermentazione troppo presto. Poi ho imparato ad avere pazienza.
Geno assaggiato le mie birre in parecchi ed a tutti è risultato eccessivo il fruttato.
Credo di misurare la temperatura correttamente, devo ragionare su cos’altro sbaglio.
Direttore non mi pare di averne riscontrato, al massimo un poco di acetaldeide nella prima che ho fatto, assaggiata dopo troppo pochi giorni di rifermentazione (la pazienza…), e poi sparito.
Riproverò!
Ciao,
ho usato l’ English della pinnacle in due cotte, una mild e una irish stout.
nella mild (che la considero una interpretazione modernizzata dello stile) in molti hanno trovato la parte fruttata troppo eccessiva (vuoi che ho usato del simcoe al posto dei un luppolo inglese).
Nella stout invece è andato su accenni vanigliati.
è un lievito che mi piace.
Il punto che mi da da pensare è come i giudici possano aver approcciato la valutazione delle tue birre e “quanta inghilterra” si aspettassero di trovare al naso e al sorso.
È molto facile focalizzarsi su quello che manca o quello che c’è di non corretto.
Ho ricevuto anch’io schede dove alcuni elementi per me evidenti non sono stati menzionati o presi in considerazione, e di sicuro anch’io ho compilato schede in un certo senso deludenti o non in linea con le aspettative dell’homebrewer che ha prodotto la birra.
si il lievito è veramente top… ha fatto dimenticare presto il compianto london lallemand. quanto ai giudici siano sempre benedetti comunque! alla fine la scheda o la si accetta per come ti arriva o meglio non giocare! a memoria ne ricordo solo una che proprio non stava nè in cielo nè in terra. in tutte le altre, quanto più quanto meno, indicazioni buone le ho sempre trovate e quando non mi piacevano, perchè per il mio gusto la birra andava bene così, semplicemente le ho ignorate!!!