La mia prova del nuovo malto Castle malting Château RED INTENSE.

Non leggo mai le newsletters dei rivenditori on-line essenzialmente per non cadere in tentazione.

Qualche mese fa però per errore ne aprii una e come volevasi dimostrare qualcosa mi colpi: Si trattava di un nuovo malto proposto da pinta: lo Château RED INTENSE (spero sia giusto l’articolo).

La descrizione breve parlava di un malto speciale utilizzabile fino al 100% nel grist (e già questo è un pò un controsenso di per sè, ma vabbè), adatto alla produzione di birre rosse, con colore intenso e un gusto ricco capace di esaltare sapori maltati complessi e persistenti.

Quello che però mi colpì era il fatto che fosse consigliato oltre che per le belghe (e fin qui te lo aspetteresti pure) anche per la produzione delle irish red ale.

Senza perdere tempo e sacrificando pure le spese di spedizione ho fatto l’ordine per produrre proprio una IRA. il tutto per capire quanto potesse essere utilizzato in altre produzioni tipo bitter o california common.

Disclaimer

Ora chiariamolo subito.

E’ pacifico che se tradizionalmente per fare una birra “rossa” (in senso lato) è richiesta una certa combinazione di malti crystal, roasted e/o chocolate un motivo ci sarà e non è solo da ricercare nel fatto che questi grist portano a diverse tonalità colore. In tutti gli stili dove “l’ambrato”, “il rosso” sono protagonisti l’apporto dei malti più o meno tostati è fondamentale anche in termini di sfumature di gusto.

Detto ciò, ero curioso di provarlo e l’ordine partì.

La prova

L’irish red ale mi sembrava la ricetta giusta per testare il nuovo malto. Oltre ad essere consigliata, con il luppolo in secondo piano il malto avrebbe avuto tutto lo spazio necessario per mostrarsi nelle sue sfumature. Sono partito perciò da una ricetta che già avevo provato.

La ricetta è molto semplice

Château RED INTENSE100%
challenger a 60′19 ibu
challenger 0.5gr/l 15 min2.5 ibu
mash 68° 1h
lievito us 05 da 16 a 18 in 3 gg +15 gg di pausa a 18 poi cold crash
bu/gu 0.5

Potenziale del malto

La descrizione del rivenditore parla di malto utilizzabile fino al 100% in ricetta. Non c’è sul sito la possibilità di scaricare la scheda tecnica, nè tanto meno l’ho richiesta, perciò mi sono fidato dell’informazione impostando la ricetta su brewafther utilizzando un malto pale modificato solo nell’ebc.

L’og misurata in pre boil ha restituito un risultato di soli 3 punti inferiore rispetto a quella stimata dal calcolatore. Normalmente il mio impianto ha efficienze post ammostamento molto alte con birre a basso tenore alcolico pertanto non credo che la perdita in termini di zuccheri estratti (rispetto al classico pale) sia riconducibile a errori di produzione. Può pertanto certamente essere confermato l’elevato potenziale di questo malto.

Durante la bollitura veniva su un bel profumo di caramello, qualcosa che ricordava l’odore delle noci caramellate che di solito si trovano sulle bancarelle durante i mercatini di natale o alle feste patronali. La cosa onestamente iniziava a preoccuparmi.

Colore

Château RED INTENSE

La birra in foto è quella spillata dal fermentatore al termine di un cold crash di 2 settimane, l’attimo in cui normalmente avrei fatto il trasferimento nel keg da 9 litri per la carbonazione forzata.

Non c’è che dire: un rosso veramente bello. Limpido, brillante. Sicuramente una spanna sopra le sfumature precedentemente ottenute con la precedente IRA (prima foto sotto) e ancor prima con le bitter (seconda foto). Probabilmente un pò di tempo in più al freddo avrebbe favorito ancor di più la pulizia e quindi l’aspetto in generale. Anche su questo la scheda del rivenditore è estremamente fedele alla realtà.

Olfatto e gusto

Però era tutto troppo bello per essere vero. Quello che pensavo all’inizio dell’articolo si è mostrato in tutta la sua più immane violenza :-). Caramello, miele ma soprattutto un pugno in faccia di frutta rossa: prugna, dattero, frutta candita, fichi, cherry e, perchè no, pure miele. Qualsiasi altra cosa vi ricordi la frutta rossa sono certo che potrete trovarla. Aggiungo che al momento della prima misurazione dell’FG durante la fermentazione il primo pensiero andò al succo d’amarena che d’estate versano sulla grattachecca. Si proprio quello.

Il gusto poi ripercorre amplificato tutto l’olfatto. Mancherebbe davvero solo il ghiaccio tritato.

Complessivamente

Concludendo direi che lo Château RED INTENSE è tutt’altro che un malto semplice da usare.

La nota “utilizzabile fino al 100% nel grist” forse va letta solo ai fini del calcolo del potenziale in ricetta. Scordiamoci di produrre con questo malto un’ira, una bitter, una california common e qualsiasi altro stile dove le note di frutta rossa/candita non siano previste. Il trucchetto del vincere facile col colore non funzionerebbe!

Se ne fossi capace sicuramente proverei a metter su una belga muscolosa. Lì si che il contributo di questo malto (immagino in piccole percentuali) potrebbe fare la differenza.

Come detto la birra in foto è quella tirata fuori dal fermentatore al termine del cold crash. La birra non è mai arrivata nel keg da 9 litri per la carbonazione forzata, ma è finita dritta in lavandino. Dopo aver sprecato gas, acqua ed energia elettrica non mi andava di sprecare c02 per qualcosa che già sapevo non avrei mai bevuto…

Ora mi restano solo 2 kg di prodotto.

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2 thoughts on “Château RED INTENSE, a mio modesto parere.”

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