Nell’ultimo anno una cosa l’ho imparata a fare davvero bene: rispettare il piano cotte con tutti i benefici che ciò apporta in termini di ordini precisi di materie prime e quindi dispensa ordinata. Capitava infatti spesso che partissi con un programma e che lo stravolgessi in corsa con la conseguenza di trovarmi pacchi interi di malti speciali, lieviti secchi prossimi alla scadenza (ed è difficile farli scadere) o luppoli che nemmeno ricordavo più per cosa li avessi ordinati.

Quest’anno, invece, a riprova dei miei progressi, il primo di settembre mi sono trovato in magazzino 600 gr di pils, un pò di malti speciali (ma quello è inevitabile con le cotte da 13l), 1 bustina da 30 gr di cascade, 15 gr di fuggle, 20 circa di challenger, 50 di saaz, 1 bustina di be 134 ed una di w34-70. Davvero non male!

Ho potuto perciò programmare in tutta serenità le prossime cotte. TRE per essere precisi.

Califronia common

Stile che ho riscoperto recentemente e con un paio di tentativi già all’attivo. La prima volta ho centrato il grist, ma ho fallato completamente la luppolatura; la seconda ho centrato la luppolatura ma nel tentativo di “schiarire” un pò il colore mi sono ritrovato con una birra talmente “pale” che, come raccontato qui, sembrava più una IPA. L’ultima volta però credo di aver centrato anche il range ottimale di Temperaure di fermentazione: la rampa da 16 a 18 piuttosto che quella da 18 a 20 ha prodotto il giusto livello di esteri. Quindi grist della prima + luppoli e temperature di fermentazione della seconda.

L’ordine era già partito quando mi sono ricordato del secco specifico per lo stile: Il “California Lager” di Mangrove. La strada verso il Lost & Found è comunque tracciata.

Session ipa

Buona la prima prova fatta seguendo i suggerimenti di Simone di Fail beer. La birra è risultata davvero molto piacevole da bere e ha vinto a mani basse ad un tavolo imbandito in occasione di una grigliata estiva. Vero è che ha giocato facile visto che gli amici sbevazzoni di lageroni industriali avevano come alternative le solite “non filtrate” o “filtrate a freddo” della GDO. Tuttavia, e la cosa mi fa piacere chiaramente, non ha brillato solo al tavolo ignorante… E’ piaciuta pure a Michele Mingardi (AKA Projectzero homebrewing) e a Luca di ICan organizzatori dell’ICAN BEER CONTEST dove è arrivata terza… Come racconterò a breve un paio di piccole sbavature le avevo notate, le stesse che ho poi trovato sulla scheda del contest con cui sono pienamente d’accordo, ma ho già pensato come sistemarle.

Cambierò un filo il grist, ma soprattutto opterò per una luppolatura diversa. Fantastica quella di Fail Beer, ma virerò sul Tropicale forte (mi piace l’ACE che ce pozzo fà?). L’obiettivo sarà una spremuta col Solero. Il lievito Pomona non è ancora disponibile nella grammatura per dilettanti ragion per cui userò ancora una volta il Verdant. Tra l’altro, essendo un Homebrewer non ancora famoso, Lallemand non mi si fila manco di striscio e per questo non me lo manda nemmeno omaggio. Poi se il laboratorio continuerà ad ignorarmi per la successiva userò l’us05 e ciaone!

Belgian single

HERE-WE GO! debutto assoluto per questo stile, molte volte bevuto in giro, moltissime volte apprezzato, ma mai prodotto. E’ ora di iniziare a mettere nei keg qualcosa di nuovo e soprattutto ad esplorare lieviti diversi. Partirò dai consigli dell’e-book di Antonelli, senza lasciarmi scoraggiare dal suo successivo articolo sul perchè sia così difficile produrre gli stili belgi. Grist uguale, ma luppoli e lievito diversi. Ho da finire il saaz di cui parlavo spra e lo preferirò all’Hersbrucker; quanto al lievito, niente liquido. La lotta con questi l’ho persa e ne parlerò prossimamente. Mi affiderò al secco belgian abbaye di lallemand proverò lo stesso range di temperature e vedremo il risultato.

Note: l’ho già prodotta oggi che pubblico questo pezzo.

E con quello che avanza?

Se ho fatto bene i conti, dovrebbero avanzarmi materie prime sufficienti a metter su un’altra cotta prima di far partire un altro ordine. Sarà Una Grisette. E’ rimasta in sospeso dallo scorso anno. Ci ho provato con risultati sufficientemente piacevoli, ma il lievito, il Farmhouse della lallemand, mi ha convinto il giusto. A me è piaciuto, non è male e con la giusta dose di betamilasi l’ho portato a chiudere anche a 1006. Però c’è un però: o troppi fenoli se usato fino a 24-25 o troppi esteri fino ad arrivare alla banana se usato sopra 25. Spero di riuscirne a parlare a breve. Intanto ho preso il caro vecchio amico be-134.

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