Spring Collection 2024

Siamo ad aprile inoltrato e sono già andate le prime 11 cotte dell’anno.

Passata in cold crash l’ultima produzione (una mild), lo scorso sabato ho attaccato alla co2 due bitter prodotte con stesso grist e stessi luppoli, ma fermentate con lieviti diversi, una Kolsch e una IRA.

La tedesca e una delle due inglesi andranno ad un paio di contest. Sono soddisfatto della Bitter con l’us 05: l’ultima prova mi fa ben sperare sul fatto di essere riuscito a replicare il buon risultato dell’ultimo batch prodotto in modalità “test”. Punto interrogativo invece per la kolsch che per quanto non presenti difetti evidenti (almeno per me), resta sempre uno stile difficile da quadrare e per il quale un nuovo feedback di terzi potrà solo fare bene. Non male anche la seconda bitter fermentata col london, ma attendo prima di lanciarmi in giudizi finali!!! Non mi sembra, invece, una gran che di produzione la IRA… qualquadra non è cosato in questa cotta!

Intanto però questa settimana mi è anche arrivato l’ordine fatto per le prossime produzioni di mezza stagione. Ci sono un botto di concorsi in vista, ma a questo giro vorrei davvero provare a fare qualche cotta solo ed esclusivamente per il gusto di farla, senza alcuna ansia da prestazione. Insomma voglio provare a godermi l’hobby e se avrò bisogno di un giudizio proverò a chiedere in giro. Mi piace un sacco partecipare ai concorsi, ma produrre birra solo per questi diventa pesante.

Vediamo quindi cosa ho programmato.

GRISETTE

Sarebbe la terza (o forse quarta) volta che produco questo stile. L’ultimo tentativo mi era anche piaciuto. Mi sembrava di aver trovato la quadra appena imbottigliata, peccato però che nella cotta si nascondeva un’infezione che mandò a monte tutta la produzione nel giro di 20 giorni. Anche stavolta userò il farmhouse, anche stavolta userò nel grist grano non maltato di un produttore locale. Prometto di osare nella luppolatura finale. Andrà a concorso sperando che questa volta arrivi al tavolo senza intoppi!

CREAM ALE

Anche con questo stile è diventata ormai una questione di principio. E’ una birra che, al netto delle “sfumature stilistiche” non centrate, è piaciuta tanto ai miei amici sbevazzoni che non sapendo nemmeno dove stia di casa il bjcp hanno apprezzato la bella bevuta e la cosa probabilmente a noi homebrewers restituisce molte più soddisfazioni di una scheda con un voto altissimo. Indipendentemente però dall’aspetto conviviale continuerò a replicare lo stile e a mandarlo in giro fino a quando il risultato finale arriverà almeno ad un 38. Sarà il terzo tentativo: l’ultima produzione ha ricevuto feedback molto precisi che se riuscirò a centrare in produzione consentiranno alla ricetta di fare il salto di qualità (…le ultime parole famose).

GOLDEN ALE

Veniamo infine alle produzioni edonistiche. Ci avviciniamo all’estate, inizia a fare caldo e soprattutto fa buio sempre più tardi… Torni a casa da lavoro col sole ancora alto nel cielo… e cosa può esserci di meglio di una bella bevuta rigenerante che come dice il buon Iuppariello “ti risolve il pomeriggio???“. Golden promise, un filo di monaco e luppolo inglese e la “my name is challenger” mi farà scivolare addosso la giornata. Ricetta già collaudata per questa birra.

SESSION IPA

Quando ho trasformato i keg da 19 in fermentatori, non ho potuto fare a meno di comprare anche il tubo col galleggiante dotato di filtro per le luppolate. In passato ho già prodotto qualche IPA, per lo più in stile a.c.d.c., ma questo di fatto sarà il primo tentativo “studiato” in assoluto. Preparatevi quindi a leggere almeno due/tre post di racconto sulle produzioni. La voglia di provarci (…e finalmente direi!) me l’ha data il buon Fail Beer il cui articolo su Fermento Birra ho usato come “guida”. Anche questa cotta avrà funzione puramente edonistica, benché un paio di bottiglie credo partiranno alla ricerca di primi feedback.

Kveik, my friend

Si kveik. non piacciono tanto in giro…. a me invece piacciono e pure tanto… li inoculi senza sbatterti tanto per il raffreddamento, fanno tutto loro e non ti devi preoccupare di nulla: niente rampe, niente pause, niente di niente. Indipendentemente dalla coda di inverno che stiamo vivendo ora che le temperature iniziano a salire agevoleranno un pò il lavoro su alcuni stili “semplici”. Nell’ordine appena arrivato ne ho infilato 8 bustine.

Deflagrati qualche anno fa nel mondo dell’homebrewing a seguito dei racconti del Condor Antonio Golia non hanno incontrato il piacere di tutti. I feedback che troviamo in giro non sono sempre positivi (ne parlavo sotto un post proprio settimana scorsa con Lucio di Homebrewing diary e in una serie di vocali con Iuppariello). I sentori agrumati che lasciano contrastano, infatti, con il decantato profilo neutro, però personalmente credo che questo piccolo “difetto” (se proprio vogliamo chiamarlo così) alla fine possa essere ben tollerato se messo a confronto con la facilità d’uso. Più che tanto, io ne ho sempre sentito “un pò”, ed in certe produzioni mi è sembrato pure sposarsi bene con il resto della ricetta.

Nelle mie le produzioni “mid-season” fermenteranno la cream ale, per chiudere il cerchio della ricetta “fast-brewing” fatta lo scorso mese, la golden e la session dove, al contrario, servirà solo a farmi produrre un paio di birre veloci.

Ho ordinato pure due fustini da 5l in acciaio… le grigliate si avvicinano.

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