Come scritto qualche tempo fa, produrre una best bitter con l’us-5, prendendo a modello la Barry’s bitter di Hilltop, permettere di centrare i parametri principali dello stile stile liberi da tutte le preoccupazioni e le attenzioni che richiedono i lieviti inglesi: niente fermentazioni lente o a rischio blocco, meno difetti in bottiglia con molta meno fatica e soprattutto maggiore stabilità del prodotto.
Il primo tentativo di clonare la produzione di Conor raccontato in questo post , tuttavia, diede risultati appena sufficienti. Non mi convinsero in particolar modo il colore troppo carico, ma soprattutto il diacetile (appunto i difetti…) che sentivo nel bicchiere, nota stonata che già in passato mi ero ritrovato post utilizzo dell’us 05 a temperature da 18° fino a 20° e che stranamente era comparso solo dopo aver imbottigliato la birra… Boh…
Un pò ferito nell’orgoglio, ma per nulla deciso a mollare ci ho riprovato subito, non prima però di aver lavandinato la cotta e corretto la ricetta.
Ricetta

| Golden promise | 84% |
| Vienna | 10% |
| Crystal light | 5% |
| Chocolate | 1% |
| Admiral 11.7% 60′ | 20 ibu |
| Fuggle 4.5% 15′ | 1 gr/l |
| Fuggle 4.5% 5′ | 1 gr/l |
| East kent golding 5′ | 0.6 gr/l |
| Lievito us05 da 16° a 18° | |
| og 1041 – 31 ibu – bu/gu 0.77 |
Il grist di malti è rimasto grossomodo lo stesso della volta precedente. Unico cambiamento l’utilizzo di un cristal molto meno carico di ebc.
Mio malgrado avendo la capacità di gestire l’inventario pari a quella di un ragioniere che non usa excel, mi sono trovato a corto di east kent che ho usato, per quei pochi grammi disponibili, solo nell’ultima gittata in aroma.
Il lievito chiaramente è rimasto l’us 05 fatto lavorare però a temperature inferiori: inoculo a 16 pausa di 2 giorni prima di salire a 17 e chiusura a 18.
Come speravo da un lato il profilo del lievito è rimasto sulla totale neutralità e dall’altro il crystal light ha fatto il suo dovere facendomi centrare il colore desiderato: sotto da sinistra verso destra la prima produzione, poi la barry’s bitter ed infine l’ultima prodotta.

Abbiate pazienza… le mie abilità di fotografo sono pari a quelle del ragioniere di sopra…
Ho imbottigliato a distanza di un mese circa dalla cotta.
Il risultato è stato molto, molto, molto convincente.

ASSAGGIO
Aspetto: schiuma bianca a bolle finissime discretamente persistente, colore ambrato, pulitissima.
Aroma: terroso in primo piano a seguire caramello e un filo di nocciola. Avrebbe avuto uno sprint in più se tutto ciò fosse stato accompagnato da quel filo di agrumato che avrebbe dato qualche gr in più di east kent. Tuttavia direi che l’aroma tipico da inglese c’è.
Gusto: ripercorre l’aroma. Terroso in primo piano, panificato e caramello a seguire. Amaro al punto giusto. No astringenza, no calore alcoolico.
Mouthfeel: corpo medio basso, carbonazione medio bassa direi pienamente in stile.
Valutazione generale: per mio gusto personale manca l’east kent è innegabile, ma ciò nonostante me ne sono fatte due pinte di seguito al primo giro. Direi pertanto birra promossa a pieni voti!
Linea a Roma in casa “BREWING BAD”
Ma a raccontarle così le proprie birre però so boni tutti…
Per questo motivo ho sfidato la sorte e incurante di ciò che sarebbe potuto accadere alla mia autostima ho chiesto al buon Brewing bad Antonelli di provarla per me e di darmi un parere spassionato. Francesco ha chiaramente raccolto l’invito e si è prestato all’assaggio col più classico dei “manda, manda“. La scheda che mi ha trasmesso è in inglese e strapiena come al solito di dettagli. Ho cercato di comprimerla sperando di non aver saltato nulla e di aver interpretato bene tutto.
Aroma: medio basso aroma di malto, predominante tostato, biscotto leggero caramello nelle retrovie. Medio basso aroma di luppolo, fruttato con note agrumate e terrose molto “british”. Fermentazione pulita con aromi fruttati dati dai luppoli, no diacetile.
Aspetto: schiuma bianca, bolle sottili, buona persistenza, alcune bolle più grosse sulla cima del cappello. Ambrata, brillante, pulita (perfetta per lo stile)
Gusto: simile all’aroma, ma più forte. Un tocco di biscotto in sottofondo e nocciola nelle retrovie. Sentori di luppolo medio con agrumato, con un tocco di terroso e un leggero erbaceo. Finale amaro medio alto che accompagna un finale secco. Bilanciamento amaro con un interessante e piacevole retrogusto.
Sensazioni boccali: corpo medio basso (in stile) carbonazione media (potrebbe essere un filo minore), leggerissima astringenza che non intacca la bevuta.
Impressioni generali: bevuta piacevole che ho gradito. Rappresenta molto bene lo stile. Necessita di alcuni leggeri accorgimenti tecnici (…..)

Complessivi 40, ma come diceva Frank è stato “severo” perchè in modalità simulazione esame :-)!
Al solito utilissimi i consigli a fine scheda.
Rispetto alla mia autovalutazione frank consiglia una carbonazione un filo più sottile e attenzione all’astringenza.
Sulla prima tendo sempre a piazzarmi per tutti gli stili a livello medio suggerito da brewfather. Segno e porto a casa qualche filo di co2 in meno per le bitter.
Sull’astringenza (leggerissima in verità, non avvertita da me) naturalmente il richiamo non poteva che essere alla corretta gestione del PH durante tutte le fasi di produzione.
Esame di coscienza:
Correggi il ph di mash? SI
E quello di sparge?: SI
E quando arrivi in boil? NI.
Perchè “NI”? Perchè cerco di stare sempre nei range 5.1-5.3 e di solito ci riesco pure, ma confesso che quando risulta un filo più alto tendo sempre a “farmelo andare bene” per paura di usare troppo acido lattico col rischio di compromettere tutto ad un passo dalla fine.
E alla fine il parere da bevitore, non da giudice
Una cosa è certa al netto della scheda il vocale che mi ha mandato col parere “non tecnico” merita di essere sbobinato come si faceva con le lezioni all’università perchè è davvero una bella soddisfazione.
Diceva più o meno cosi:
“la birra è bellissima, di una bellezza incredibile senza un minimo di torbidità. pulizia evidente già all’arrivo delle bottiglie nonostante il viaggio. non presente nemmeno appena arrivate.. colore splendido, bella schiuma. Molto buona, è venuta veramente bene, forse solo un filo troppo carbonata (ma niente di che) e forse un “pochettissimo” di astringenza che non da fastidio ma che in un concorso ti evidenzierebbero. Il resto per me ha tutto perfetto… In un concorso potrebbero evidenziarti che l’utilizzo di un lievito più fruttato avrebbe dato uno sprint in più, però è venuta bene anche così. La base maltata mi piace un casino, mi piace il luppolo con la parte di arancia e il terroso, bella, bella bella… complimenti. Stasera con calma mi godo l’altra bottiglia”
Tks to Francesco antonelli, special tks to Hilltop Brewery…
Take your time and cheers!
